| Direttore artistico Giorgio Albertazzi 13 luglio - 5 agosto 2000 |
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Pirandello fu subito colpito dal fenomeno del cinema e pare che un giorno sia andato a visitare uno stabilimento cinematografico appena fiorito lungo una qualsiasi strada sterrata fuori porta nella campagna romana, come in un casereccio Far West. Era il 1915 e il cinema era muto. Ne venne fuori "Quaderni di Serafino Gubbio operatore": un romanzo, non un dramma. Insomma Piarandello scelse la forma narrativa come espressione per il cinema: non la drammaturgia. Questa la dice lunga, perché si è visto che sempre il cinema (anche il sonoro) predilige il racconto al dramma. | 27-28
luglio Taormina - Palazzo dei Congressi Sala A ore 21.30 SI GIRA! (quaderni di Serafino Gubbio operatore) di Luigi Pirandello adattamento di Tullio Kezich e Mario Missiroli regia Mario Missiroli con Flavio Bucci Svetlana Kevral, Sergio Basile, Ruben Rigillo, Massimo Cimaglia, Paola Di Meglio, Luigi Mezzanotte, Giuseppe Rispoli, Roberto Panni scene e costumi Sibylla Ulsamer musiche benedetto Ghiglia luci Giuseppe Ardizzone novità mondiale |
| Infatti, "quaderni" non contiene nulla di drammatico in senso proprio, contiene invece tutto il romanzesco del "feuilletton" d'epoca, perché Pirandello vi sfodera, con geniale e madornale invenzionem niente meno che la morte della parola proprio in una fabbrica del cinema muto: Serafino Gubbio perde la favella (per orrore del mondo) e si reifica nella macchina muta con cui opera e si identifica. Niente di più narrativo e di meno drammatico poteva darsi da un grande drammaturgo. Noi abbiamo voluto fare il contrario: riportare la cronaca di un ipotetico film da fare nel reale e immediato spazio del palcoscenico attraverso gli archetipi e perfino gli stilemi di una virtuale drammaturgia pirandelliana tutta teatrale e niente narrativa. Perciò, questo non è propriamente un adattamento del racconto bensì una creazione scenica alla Pirandello da Pirandello, col titolo "Si gira!" in omaggio alla nascita del cinema e con lo spirito dei "Sei personaggi" come poetica teatrale. Tullio Kezich e Mario Missiroli | ![]() |
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