Direttore artistico 13 luglio - 5 agosto 2000 |
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Liliom è un amore assoluto, una
favola, possibile oggi forse solo all'interno di una cultura "altra", ed è
proprio una cultura diversa, espressa da un gruppo di musicisti gitani e il coro delle
voci bulgare a portarci per mano nel "fantastico" mondo dipinto da Ferenc
Molnar, autore noto in tutot il modno per quel libro che intere generazioni hanno amato:
"I ragazzi della via Paal". Molnar ci fa immergere in una umanità che rispetto alla nostra società civile brilla ancora per questi personaggi disperati, in grado di vivere passioni così assolute e che ci ricorda da vicino quel mondo che Pasolini descrisse così minuziosamente nelle sue opere. Poesia, liricità e disperazione sono i colori violenti di questa "fiaba". Liliom è anche un viaggio d'amore tra i due protagonisti e l'incapacità che hanno a tradurre questo sentimento in azioni quotidiane, circondati da una folla di personaggi, che continuamente ne spostano l'attenzione. La musica, elemento primario, sarà eseguita dal vivo, aiutando così lo spettatore a entrare più facilmente nel linguaggio e nella poetica di questo affresco di una umanità che ci tocca sempre più da vicino. Maurizio Panici |
4-5 agosto
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![]() Ennio Rega |
La colonna
sonora della commedia musicale di Liliom si compone di alcuni brani strumentali nonché di
dieci canzoni. Le musiche eseguite dal vivo da una grande orchestra e coro bulgaro sono un
intreccio di varie culture ed etnie simili tra loro: quella dell'entroterra del Cilento
italiano e quella balcanica delle fanfare d'ottoni macedoni. Il Liliom è come una favola
in due atti senza lieto fine con molti interrogativi e poche risposte; per questo nelle
canzoni sono nascoste le musiche del mondo. Infatti pur essendovi una costante bandistica,
a tratti si scivola nelle ballad e nei tanghi in danze popolari afro-americane, per
ritornare immediatamente e sempre alle vertiginose fanfare d'ottoni dal ritmo forsennato e
festoso, intrise di sapori orientaleggianti. La musica che sottolinea con forza poetica e
va via dove la portano i suoi personaggi, a un punto tale da diventare stimolo all'azione
teatrale, è il mistero della vita, il sacro, la morte, l'aldilà, è un inno al
romanticismo inteso come conflitto tra le categorie dell'anima, contraddizione, voglia di
lottare e farcela, è un inno al cambiamento sempre possibile. Ennio Rega |
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