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Massimo Venturiello

L'idea di far rivivere il "Liliom" in un campo di zingari alla periferia di una imprecisata città, nasce dalla convinzione che tale contesto possa dare un rinnovato senso scenico alla vicenda, restituendone concretezza e violenza e sottolineando allo stesso tempo l'altissima poesia di questo testo, che l'autore ambienta nei bassifondi di Budapest agli inizi dle '900. Il mio adattamento tiene quindi onto anzitutto della necessità di ritoccare la "lingua" che, a distanza di quasi cento anni, risulta forse un po' troppo edulcorata, adeguandola a un mondo zingaro contemporaneo, parente stretto di quel microcosmo in cui si muovevano originariamente i personaggi di questa leggenda poplare. L'andamento drammaturgico sarà lo stesso dell'originale, anche se il previsto inserimento di brani cantati dagli stessi attori e suonati dal vivo da una band di autentici zingari, darà alla vicenda un taglio di vera e propria commedia musicale. Ritengo che l'innegabile fascino di questo tipo di musica, che oggi tanto cinema sta ampiamente frequentando, possa contribuire con suo grosso impatto emotivo a far rivivere "epidermicamente" la disperata e commovente storia d'amore tra Liliom e Giulia, che ha fatto di questo testo un capolavoro del secolo scorso.
Massimo Venturiello
Liliom è un amore assoluto, una favola, possibile oggi forse solo all'interno di una cultura "altra", ed è proprio una cultura diversa, espressa da un gruppo di musicisti gitani e il coro delle voci bulgare a portarci per mano nel "fantastico" mondo dipinto da Ferenc Molnar, autore noto in tutot il modno per quel libro che intere generazioni hanno amato: "I ragazzi della via Paal".
Molnar ci fa immergere in una umanità che rispetto alla nostra società civile brilla ancora per questi personaggi disperati, in grado di vivere passioni così assolute e che ci ricorda da vicino quel mondo che Pasolini descrisse così minuziosamente nelle sue opere.
Poesia, liricità e disperazione sono i colori violenti di questa "fiaba".
Liliom è anche un viaggio d'amore tra i due protagonisti e l'incapacità che hanno a tradurre questo sentimento in azioni quotidiane, circondati da una folla di personaggi, che continuamente ne spostano l'attenzione.
La musica, elemento primario, sarà eseguita dal vivo, aiutando così lo spettatore a entrare più facilmente nel linguaggio e nella poetica di questo affresco di una umanità che ci tocca sempre più da vicino.

Maurizio Panici

4-5 agosto
Taormina - Teatro Antico ore 21.30
LILIOM
(un amore zingaro)
commedia musicale da Ferenc Molnar
regia

Maurizio Panici
musiche originali e orchestrazioni
Ennio Rega
con

Massimo Venturiello, Fiorella Rubino,Carla Cassola,  Renato Campese, Nicola Pistoria, Vittorio Amandola, Pier Maria Cecchini, Stefania de Luca, Massimo Di Michele, Ciro pipolo, Silvia Salvatori, Giovanni Samaritani, Sonia Scotti
musiche eseguuite dal vivo da

Denis Negroponte, Luca Giustozzi, carmine Pagano, Andrea Pandolfo, Sergio Vitale, Carlo Cossu, Marco cappelli, Gabriel Coen, Giovanni Lo Cascio
con la partecipazione del coro
Le Mystère des Voix Bulgares
scene e costumi
Tiziano Fario
prima italiana

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Fiorella Rubino
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Ennio Rega
La colonna sonora della commedia musicale di Liliom si compone di alcuni brani strumentali nonché di dieci canzoni. Le musiche eseguite dal vivo da una grande orchestra e coro bulgaro sono un intreccio di varie culture ed etnie simili tra loro: quella dell'entroterra del Cilento italiano e quella balcanica delle fanfare d'ottoni macedoni. Il Liliom è come una favola in due atti senza lieto fine con molti interrogativi e poche risposte; per questo nelle canzoni sono nascoste le musiche del mondo. Infatti pur essendovi una costante bandistica, a tratti si scivola nelle ballad e nei tanghi in danze popolari afro-americane, per ritornare immediatamente e sempre alle vertiginose fanfare d'ottoni dal ritmo forsennato e festoso, intrise di sapori orientaleggianti. La musica che sottolinea con forza poetica e va via dove la portano i suoi personaggi, a un punto tale da diventare stimolo all'azione teatrale, è il mistero della vita, il sacro, la morte, l'aldilà, è un inno al romanticismo inteso come conflitto tra le categorie dell'anima, contraddizione, voglia di lottare e farcela, è un inno al cambiamento sempre possibile.

Ennio Rega