testa_teatro.JPG (13533 byte) Direttore artistico
Giorgio Albertazzi

13 luglio - 5 agosto 2000

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Una serata di disonore o, se preferite, una serata d'onore alla rovescia. Cosa altro ci si può aspettare da un maestro del paradosso, da un dissacratore di professione, da un genio comico come Paolo Villaggio? E così per raccontarsi in questo logorroico sfogo autobiografico ha scelto di rappresentare i disagi della sua età: l'ipocondria, la coazione a ripetere, dalla pigrizia, dalle paure di un attore che non vorrebbe più essere costretto a salire sul palcoscenico. Tenterà dunque di rinunciare il nostro eroe, proverà a impietosire gli astanti dichiarando i suoi malanni immaginari, cercherà di patteggiare proponendo di trascorrere in 29-30 luglio
Messina - Teatro Vittorio Emanuele
ore 21.30
DELIRIO DI UN POVERO VECCHIO
di e con Paolo Villaggio
rispettoso silenzio l'intero tempo dello spettacolo, punterà il dito sul prototipo dello spettacolo di svendere a bassissimo prezzo il suo carisma, proclamerà che è stufo di far ridere e inviterà i presenti  a ridere da soli, ciascuno per conto proprio, senza rompergli più le scatole. In questo delirio a uno si servirà di tutti i mezzi e di tanti materiali diversi per affermare la sua tesi: che sì il tabacco nuocerà anche gravemente alla salute, ma il Teatro può fare di peggio. E dunque una catena serrata e ingarbugliatissima di eclatanti esemplificazioni, cinici esperimenti sulla pelle di cavie umane tratte dal pubblico, impudico sciorinamento dei mezzucci del mestiere, oltraggiosa dissacrazione dei grandi miti, auto-diffamazione al limite della querela. Si annuncia un delirio teatrale che non risparmierà cabaret, televisione, letteratura, cinema, satira, pubblicità. Villaggio ha percorso da aprotagonista questi territori e ne conosce a perfezione fatti e misfatti. Come è fatale, anche in lui, con l'età, i difetti si sono aggravati e negli anni è cresciuto in maniera mostruosa il suo strutturale impudente gusto di dire quello che gli pare, anche a nome nostro. Ecco quello che vi aspetta: e non ci venite  a dire che non vi avevamo avvertiti.