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Quest'anno è un anno cruciale.
Non tanto perché è l'anno 2000, ma perché stanno cambiando molte cose nel campo dello
spettacolo in generale e del teatro in particolare. Si verifica un curioso fenomeno di
intercambiabilità fra i generi, di multimedialità come pastiche, ma come scrittura
trasversale. Una trasversalità di intenti, di contenuti e di forme, ma soprattutto di
forme. Arriviamo forse a condividere con i Formalisti russi l'idea che la forma sia tutto
e che non esiste un contenuto amorfo. Questa premessa, vagamente culturale, sottintende in
qualche modo il programma di Taormina di quest'anno che mi pare abbastanza organico nella
sua diversità. |