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Premio Europa per il Teatro


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Motivazione Lev Dodin

Allievo di uno dei più fedeli allievi di Stanislavskij, Lev Dodin, sceso giovanissimo dalla natia Siberia nelle capitali della vecchia Russia, ha dedicato la propria vita alla scuola, mai scissa dalla pratica, e di lì è partito formando una compagnia intesa come grande famiglia, con il culto dell’assieme e di un lavoro artigianale, ancora prima che il Maestro fosse chiamato nel 1983 a dirigere il Malij per farne un teatro guida di questa fine secolo. "La casa" nasce come spettacolo del suo gruppo diplomato all’Istituto di Leningrado, dopo mesi di permanenza nel paese del Nord dove Fëdor Abramov aveva scritto il suo romanzo sui problemi della vita contadina, ricreato sulla scena a colpi di improvvisazione per arrivare alla reale concretezza ritrovata in Fratelli e sorelle: questa tragica epopea del kolkos ispirata dallo stesso autore a metà degli anni ‘80, svolge in otto ore emozionanti, dove il pianto e il riso si rincorrono, una ricerca sulla "grande anima russa" che costituisce una costante per il regista come l’analisi polemica della storia del suo paese, con una preferenza per la rielaborazione della narrativa.

Un culmine in questo senso è rappresentato dalla messinscena di un classico a lungo di fatto proibito come "I demoni" dostoevskiani, provati per tre anni e da nove puntualmente ripresi dal Maly in dieci ore di parole e di visioni da brivido, che già implicano un discorso sullo spirito rivoluzionario di un popolo fungendo da preambolo alla metafora dell’utopia suicida espressa da Andrej Platonov in "Cevengur", recente capolavoro scenico galleggiante sull’acqua, come la Commedia senza titolo di Cechov, tradotta da Dodin in una danza dentro il Novecento. Su un piano di neve vive invece "Gaudeamus", primo degli spettacoli montati con i giovani della Scuola, satira dell’addestramento sovietico al servizio militare rimasto purtroppo di piena attualità, e parte del repertorio incentrato sull’uomo del nostro tempo che la compagnia propone al suo pubblico naturale allargato a tutto il mondo, restituendoci il senso di un teatro necessario.  

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