| COMITATO TAORMINA ARTE
Se, comunque lo si
intende, il teatro dà corpo a parole, racconti, miti, storie; se ancora
mette in giuoco dei significati e li incarna sulla scena, al teatro va
riconosciuta la funzione importante di essere rimasto, nel mondo attuale, uno
dei pochi spazi privilegiati dove è possibile la comunicazione più
profonda, intensa e naturale.
Realtà oggi minoritaria, il teatro si trova, come tante altre attività
umane, a confrontarsi con una cultura-mondo - che si distingue sempre meno
dai prodotti di massa diffusi delleconomia-mondo - ancora difficile da
focalizzare e da cogliere nella sua dimensione e nei suoi effetti.
Colonizzazione dellimmaginario e conseguenti chiusure localistiche, nuove
mitologie, equivoci culturali diffusi, sono oggi possibili in ogni parte del
pianeta, particolarmente dove è più marcato lo sbilanciamento di forze
nella "guerra dei sogni" che, con armi mediatiche, si continua a
combattere ogni giorno per la supremazia sullimmaginario collettivo.
Si può considerare il teatro
come un terreno privilegiato, esente da questo conflitto, dove il confronto
si sostituisce allo scontro? E immaginabile che, per il suo carattere, per
la virtù della sua rilevanza minoritaria, per i tanti segnali offerti dalla
pratica più significativa del lavoro teatrale contemporaneo, lambiente
teatrale possa diventare il luogo naturale di una politica fondata sullintegrazione,
il rispetto, la valorizzazione e leffettiva conoscenza tra culture
diverse? In altre parole, si può pensare a una comunità teatrale sempre
più vasta che, in diversi paesi, rispecchiando una mobilità non virtuale,
ma fatta di uomini in carne e ossa, quindi di idee ed emozioni vive e
palpitanti, oltre che di retaggi culturali differenti, si riconosce in un
teatro fondato sulle differenze, lintegrazione e il confronto?
Il Premio Europa per il Teatro rappresenta, oramai da tredici anni, un
crocevia di culture teatrali diverse nel quale la valorizzazione e
integrazione di differenze linguistiche, culturali e di approccio al lavoro
teatrale sono da considerare non soltanto unintenzione o una regola (che
il Premio stesso si è dato nello stabilire i criteri di assegnazione dei
riconoscimenti) ma un patrimonio acquisito e documentato.
Se il Premio Europa per il Teatro continua a suscitare linteresse della
gente di teatro di tutto il mondo e di un pubblico sempre più vasto e
attento, crediamo che ciò sia dovuto al fatto che, attraverso questo
appuntamento, stiamo riuscendo, quantomeno, ad aprire uno squarcio su cosa
può voler dire teatro e cosa Europa negli anni 2000.
In questo senso, può valere per il Premio Europa quanto, a suo tempo,
proprio a Taormina, osservava Peter Brook a proposito del suo stile di
lavoro: "Quando persone con retroterra diversi desiderano creare
insieme, e ci riescono, è possibile penetrare a fondo nel mistero umano di
quanto sono simili tra loro oppure interpretano ruoli che le obbligano a far
finta di essere differenti. Se fingono di essere diverse luna dallaltra
è possibile ottenere una forte drammaticità, ma se sono realmente
differenti, allora può emergere qualcosa di molto semplice e naturale.
Quindi lobiettivo è lavorare insieme per affrontare, attraverso questo
processo comune, temi che sono molto difficili da esprimere." |